Un po’ di storia..

La nostra parrocchia è la più antica della zona; da lei sono via via nate tutte le altre parrocchie della bassa Val Bisagno.Vale quindi la pena di soffermarci un po’ su una storia tanto lunga:

La chiesa parrocchiale e’ situata in Marassi, già sobborgo di Genova, dal 1874 annesso alla stessa. alcuni vorrebbero far derivare il nome da “mal-lascio”, giacché i medici più dotti della città avevano sempre affermato che per alcune malattie non ci fosse nel genovesato aria più salubre che a Marassi. Il Serra nella sua “Storia dell’antica Liguria” (vol I, pag. 2) dice che Marassi deriva da “Mars”, capo dei Liguri. Altri infine dicono che alcuni villeggianti lasciavano malvolentieri le bellezze del luogo dove villeggiavano. C’erano infatti le ville estive dei Cattaneo, Grimaldi, Imperiale, Centurimageione, Castaldi e Giustiniani.

origini e storia della chiesa parrocchiale

XI secolo: in questo periodo si diffondeva in Liguria il culto per S. Margherita di Antiochia, ad opera di naviganti e commercianti che trafficavano in spezie, ma anche in reliquie. Un documento del gennaio 1027 cita una donazione fatta da Berta o Beza, moglie di Astolfo, al monastero di Santo Stefano, di beni che possedeva “in Bisogno, nel luogo detto Marasi, Santa Margarita”. La parrocchia, come altre chiese periferiche, e’ subordinata ad altre chiese. Prima dipende dalla prevostura dei Santi Nazario e Celso (attuale Santuario delle Grazie al Molo), ma passa poi ai Benedettini di Santo Stefano. Ciò risulta anche dalle bolle pontificie di Innocenzo II, Eugenio III, Adriano IV e Alessandro III.

1444: dopo essere passata al Capitolo della Cattedrale e’ affidata ai Frati Minori che in seguito l’abbandonano per trasferirsi a N.S. del Monte. Viene quindi officiata dal clero diocesano.

1603: il prete Simone Zerbino permuta la parrocchia coi Carmelitani, per trasferirsi a Sant’Olcese , in Val Polcevera. Lo scambio viene approvato da Papa Clemente VIII nel 1604 e l’anno successivo i Carmelitani prendono possesso della parrocchia. Erigono un convento, il corridoio a dimageestra della chiesa e ingrandiscono il coro, su sovvenzione di Giulia Lomellino, che eseguiva la volontà del marito Filippo Cattaneo. Il desiderio di questi nobili era di portare li i frati infermi perché godessero della salubrità del clima, ma il loro progetto non si realizza, quindi arriviamo ad una data importante.

11 maggio 1619: il notaio Camillo Gherardo annota la cessione della parrocchia ai Frati Minimi di Gesù e Maria di Fassolo in Genova, che versano ai Carmelitani la cifra di 16.000 lire a copertura delle spese sostenute per la costruzione. La comunità Minima entra a Marassi il 25 settembre dello stesso anno. Sempre nel 1619 il maestro Schenone adorna la facciata con stucchi rappresentanti tritegni, tiare e simboli abbaziali, forse per ricordare che la chiesa era stata donata in antico all’abate di Santo Stefano e poi al Capitolo Metropolitano. Appena subentrati, i religiosi Minimi intraprendono lavori di costruzione, con il sostegno dei ricchi villeggianti, che proseguono nel 1646 con un ulteriore ampliamento del tempio. Il rifacimento interessa anche il campanile, realizzato nel XIV secolo, sfruttando una torre di avvistamento Guelfa. Di Negro, capo di quella fazione, vi riparo’ nel 1322 durante la lotta coi Ghibellini che si erano rinchiusi nel campanile della chiesa di Quezzi.  La chiesa viene quindi riconsacrata, al termine della ristrutturazione, il 16 ottobre 1769 dall’Arcivescovo Giacomo Lercari.dal 1619 la chiesa e’ governata dai Minimi, fino al

1812: quando Santa Margherita di Marassi viene guidata da un sacerdote secolare fino al 1815, a causa della soppressione degli ordini religiosi ordinata da Napoleone.parrocchia3

1866: viene ristrutturata la facciata in stile neoclassico e viene costruito il piazzale antistante. Nuove ristrutturazioni sono state realizzate anche nel ‘900, in particolar modo dopo i bombardamenti dell’ottobre 1942, quando spezzoni incendiari  avevano provocato il crollo dell’intera volta della chiesa, che fu restituita al culto  dopo pochi mesi. Il ricco ed artistico restauro, che possiamo apprezzare ancora oggi, risale al 1948.

Attiguo alla chiesa e’ l’edificio del convento, eretto dai Carmelitani. Nel 1627 i Minimi lo ampliano con un secondo corridoio, volto ad ovest. I due fabbricati costituivano la forma di una squadra, che racchiudeva un orto e una villa, ad uso dei Padri. La villa fu tolta ai religiosi dalle leggi francesi del 1810. Lo stato Italiano infine, sottrasse anche il convento nel 1866, per edificarvi scuole pubbliche; i frati furono confinati in poche stanze fino al 1881, quando riebbero l’intero convento dietro pagamento di un affitto annuo.